Nella Sacra Bibbia, così come nel Libro di Mormon, Gesù Cristo spesso usa alberi e piante per insegnare principi eterni e profondi.
Quando abbiamo comprato la casa in cui viviamo, il giardino era trascurato: erbe selvatiche crescevano ovunque e i fiori erano sparsi senza cura. Dietro a tutto questo, trovammo una vite che sembrava vecchia e morta. La corteccia era piena di ragnatele e si scrostava… non conoscendo bene le viti, sembrava davvero senza vita.
L’unica cosa che feci fu tagliare i rami secchi che partivano dal tronco, sperando che qualcosa potesse crescere in seguito.
Quando arrivò la primavera successiva, aspettavo con ansia qualche segno di vita, ma niente cambiava.
Un giorno lessi il capitolo 5 di Giacobbe, nel Libro di Mormon, dove il profeta Zenos parla degli sforzi fatti dal Signore affinché la sua vigna produca frutti:
“Ma cosa avrei potuto fare di più nella mia vigna? Ho forse trattenuto la mia mano per non nutrirla? No, l’ho nutrita, e vi ho zappato attorno, e l’ho potata, e l’ho concimata; ed ho steso la mia mano per quasi tutto il giorno, e la fine si avvicina. E mi affligge il dover abbattere tutti gli alberi della mia vigna e gettarli nel fuoco per essere bruciati. Chi è che ha corrotto la mia vigna?” — Giacobbe 5:47
Mi sentii ispirata a lavorare ancora sulla vite. Ogni giorno la osservavo, aspettando segni di vita. Finalmente, quando stavo perdendo la speranza, un piccolo germoglio verde spuntò dal tronco secco. Sembrava così fragile che temevo un colpo di vento lo spezzasse. Ma dopo qualche settimana, crebbe diritto e forte. Da allora, altri quattro germogli sono nati dallo stesso tronco apparentemente morto.
Una cosa sorprendente dei rami giovani è che sono malleabili: si lasciano guidare, pur avendo una propria volontà. Con pazienza e costanza, imparano a seguire la direzione che viene loro indicata.
Gesù Cristo parlò della vite in Giovanni 15:
“Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo mondano affinché ne dia di più… Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi se non dimorate in me. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca… Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà dato.”
Ora, ogni volta che guardo la mia vite, penso al mio cammino spirituale: devo dimorare nel Signore, obbedire ai Suoi comandamenti e rispettare le alleanze che ho fatto con Dio.
Guardare la vite mi ricorda anche che il Signore spesso mi “monda”: rimuove rametti o germogli che potrebbero impedire la mia crescita spirituale, e mi guida dove riceverò più luce, proteggendo i miei “rami” dalle difficoltà o influenze negative.
Sono grata per le scritture, che ci insegnano come crescere e portare frutto sotto la cura amorevole del nostro Padre Celeste.

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