Nella Bibbia troviamo ciò che viene chiamato “Le Beatitudini”, nel capitolo 5 del Vangelo di Matteo.
Si tratta delle parole del Salvatore Gesù Cristo, insegnate durante la Sua missione sulla terra.
Questi passaggi sono ricchi di insegnamenti preziosi per tutti coloro che desiderano ritornare a vivere con il nostro Padre Celeste.
Quando Gesù Cristo visitò le Americhe, dopo la Sua morte e resurrezione, Egli insegnò nuovamente i principi fondamentali della Sua dottrina a coloro che desideravano ascoltarLo e organizzò la Sua Chiesa.
Poiché la dottrina di Cristo è la stessa ieri, oggi e per sempre, ritroviamo i principi insegnati nelle Beatitudini anche nel Libro di Mormon.
Ho letto e confrontato le parole del Salvatore così come sono riportate nella Bibbia e nel Libro di Mormon, e ho notato alcune differenze che, a mio avviso, sono molto importanti. Queste differenze potrebbero rappresentare quelle parti preziose che nel corso dei secoli sono state tolte o perse. Grazie al Libro di Mormon, gli insegnamenti di Gesù Cristo risultano più chiari e più completi.
Con questo post inizio una serie di articoli in cui condividerò come cerco di applicare personalmente gli insegnamenti del Salvatore e come il Libro di Mormon mi aiuta a comprendere meglio ciò che Gesù Cristo ci ha chiesto di fare.
Nel capitolo 6 del Vangelo di Matteo troviamo uno degli insegnamenti più intimi e personali del Salvatore: come pregare.
In Matteo 6:6–13, Gesù Cristo dice:
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, serratone l’uscio, fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno prima che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, anche in terra come è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.”
Trovo molto significativo che, in questa occasione, il Salvatore senta il bisogno di insegnare esplicitamente come pregare.
La preghiera è un mezzo di comunicazione antichissimo e sacro: fin dai tempi di Adamo ed Eva, Dio ha insegnato ai Suoi figli a pregare per comunicare con Lui. Evidentemente, nel corso del tempo, tradizioni errate e abitudini sbagliate avevano distorto questo dono, rendendo necessario un insegnamento chiaro e diretto.
Lo stesso insegnamento nelle Americhe
Quando Gesù Cristo visitò le Americhe dopo la Sua morte e resurrezione, organizzò la Sua Chiesa e insegnò gli stessi principi, confermando che la Sua dottrina è eterna e immutabile.
In 3 Nefi 13:6–13, leggiamo:
“Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, dopo aver chiuso la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto; e tuo Padre, che vede nel segreto, ti ricompenserà apertamente.
Ma quando pregate, non usate vane ripetizioni, come fanno i pagani, poiché credono di essere ascoltati per il loro gran parlare.
Non siate dunque simili a loro, poiché il vostro Padre sa di che cosa avete bisogno prima che voi glielo domandiate.
Pregate dunque in questo modo: Padre nostro che sei in cielo, sia santificato il tuo nome. Sia fatta la tua volontà in terra, come è fatta in cielo. E perdonaci i nostri debiti, come noi perdoniamo i nostri debitori. E non indurci in tentazione, ma liberaci dal male. Poiché tuo è il regno, e il potere, e la gloria, per sempre. Amen.”
Cosa imparo dalle parole del Salvatore
Da questi insegnamenti imparo tre cose fondamentali:
dove pregare, come pregare e per cosa pregare.
1. Dove pregare
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In modo personale e privato
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In un luogo dove possiamo aprire il cuore senza distrazioni
2. Come pregare
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Senza vane ripetizioni
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In modo sincero, riflettuto e personale
Ogni persona ha bisogni diversi, e quindi anche le preghiere saranno diverse.
3. Per cosa pregare
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Riconoscere il nostro Padre Celeste
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Accettare la Sua volontà
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Chiedere perdono per i nostri peccati, con un sincero desiderio di cambiare
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Chiedere aiuto per resistere alle tentazioni di Satana
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Accettare l’Espiazione di Gesù Cristo come nostro liberatore dal peccato
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Riconoscere la gloria, il potere e il regno di Dio
L’invito a pregare sempre
Quando Gesù Cristo rimase tra il popolo nelle Americhe per tre giorni, pregò spesso insieme a loro e insegnò con ancora più chiarezza l’importanza della preghiera costante.
In 3 Nefi 18:15–23, Egli disse:
“In verità, in verità io vi dico, dovete vegliare e pregare sempre, per timore di essere tentati dal diavolo e di essere da lui trascinati in cattività.
E come io ho pregato fra voi, così voi pregherete nella mia chiesa… Ecco, io sono la luce, e vi ho dato un esempio.
Perciò dovete sempre pregare il Padre nel mio nome…
Pregate il Padre nelle vostre famiglie, sempre nel mio nome, affinché vostra moglie e i vostri figli siano benedetti…
Ma pregherete per loro, e non li scaccerete.”
Una riflessione finale
La preghiera non è solo un rituale, ma una relazione viva con il Padre Celeste.
È protezione contro la tentazione, forza nelle difficoltà e luce nelle decisioni.
Seguendo l’esempio del Salvatore, possiamo imparare non solo a pregare, ma a vivere pregando.

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