Passa ai contenuti principali

Una storia di famiglia che parla anche di Israele

 La storia delle dieci tribù d’Israele è molto antica.

Per comprenderla, dobbiamo risalire fino al patriarca Abramo, il quale, per la sua grande fedeltà a Dio, ricevette promesse incredibili ed eterne. Promesse che non riguardavano solo lui, ma anche la sua posterità.

Questa storia è narrata nell’Antico Testamento, nei capitoli dall’11 al 25 del libro della Genesi.

Il Libro di Mormon e le tribù d’Israele

Il Libro di Mormon insegna moltissimo riguardo alle tribù d’Israele. In effetti, uno degli scopi principali del Libro di Mormon è ricordare a una delle tribù perdute chi essa è veramente: una discendenza della famiglia di Abramo.

Il messaggio è chiaro e potente: se questo popolo avesse rispettato le leggi di Dio e mantenuto le alleanze, avrebbe potuto ricevere tutte le benedizioni promesse ad Abramo e ai suoi discendenti.

Gli insegnamenti di Gesù Cristo agli abitanti delle Americhe

Quando Gesù Cristo visitò gli abitanti delle Americhe, non si limitò a organizzare la Sua Chiesa. Egli insegnò anche come prepararsi al Suo ritorno negli ultimi giorni.

Tra questi insegnamenti, parlò loro dei loro discendenti. Spiegò che, con il tempo, essi si sarebbero allontanati dalle alleanze e che, a causa di questo, avrebbero perso temporaneamente i diritti sulla terra promessa che Dio aveva dato loro. Tuttavia, questo allontanamento non sarebbe stato definitivo.

Le profezie di Isaia e l’invito del Salvatore

Tutto questo era già stato profetizzato dal profeta Isaia. Per questo motivo Gesù Cristo invitò il Suo popolo a scrutare le parole di Isaia, affinché potessero prepararsi e riconoscere i segni che precedono la Sua Seconda Venuta.

Ecco alcune delle parole del Salvatore su questo argomento.

In 3 Nefi 16:11–12, leggiamo:

“E allora ricorderò l’alleanza che ho fatto con il mio popolo, o casato d’Israele, e porterò loro il mio vangelo.

E mostrerò a te, o casato d’Israele, che i Gentili non avranno potere su di te, ma ricorderò la mia alleanza con te, o casato d’Israele, e tu verrai alla conoscenza della pienezza del mio vangelo.”

Il raduno d’Israele negli ultimi giorni

Nei capitoli successivi (3 Nefi 20), il Salvatore descrive in modo dettagliato il raduno d’Israele negli ultimi giorni. Egli parla di un popolo disperso in tutta la terra che verrà nuovamente riunito da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e ricondotto alla conoscenza del Signore che lo ha redento.

Gesù Cristo insegna che il Padre adempirà l’alleanza fatta con Abramo, Isacco e Giacobbe. Israele sarà ristabilito, Gerusalemme sarà nuovamente abitata, e il Signore stesso sarà in mezzo al Suo popolo.

Queste profezie parlano anche dei Gentili, delle benedizioni che riceveranno tramite il Vangelo e della responsabilità che ne deriva: accettare Cristo con umiltà e non indurire il cuore.

Figli dell’alleanza

Uno dei messaggi più forti di questi capitoli è che il popolo d’Israele è ancora il popolo dell’alleanza. Le promesse di Dio non sono state revocate, ma sospese fino al tempo stabilito.

Gesù Cristo dichiara chiaramente che tutti i profeti hanno testimoniato di Lui e che, negli ultimi giorni, il Suo popolo Lo riconoscerà come il Figlio di Dio. Allora canteranno di gioia, vedranno con i loro occhi l’adempimento delle promesse e riconosceranno che il Signore regna.

Un messaggio di speranza per oggi

Queste profezie non parlano solo del passato o di un futuro lontano. Parlano anche di noi. Ci ricordano che Dio mantiene le Sue promesse, che le alleanze sono eterne e che il raduno d’Israele è ancora in corso.

Il messaggio del Salvatore è un messaggio di speranza, redenzione e preparazione.
Un invito a risvegliarci, a rivestirci della nostra forza spirituale e a tornare a Lui con tutto il cuore.


Se vuoi, nel prossimo passo posso:

  • creare un titolo SEO per questo articolo

  • aggiungere una conclusione testimoniale personale

  • oppure collegarlo ai post precedenti per creare una serie coerente sul Libro di Mormon e gli ultimi giorni

Un'esperienza personale


Vorrei raccontarvi una storia che riguarda la mia famiglia.
È una storia che mi aiuta a comprendere, anche solo un po’, cosa significhi essere separati dalla propria famiglia ed essere dimenticati.

L’uomo nella foto si chiamava Giuseppe Cicciò.
Era nato a Castelmola, in provincia di Messina. Era il secondo di quattro figli e proveniva da una famiglia di pastori di pecore.

Era il nonno di mio papà.

Di lui so poche cose, e molte non le saprò mai in questa vita. Purtroppo non esistono molti registri civili o religiosi che lo riguardino, e questo rende difficile ricostruire la sua storia.

Quello che so è che, quando aveva più o meno quattordici anni, viaggiò nascosto su un battello e arrivò in Argentina. Anni dopo si sposò e formò la sua famiglia. Tra i suoi figli c’era mio nonno, Julio.

Quando avevo nove anni, la mia famiglia tornò in Italia. Tuttavia, non avevamo alcuna informazione su dove si trovassero i familiari di questo nonno Giuseppe.

Una ricerca lunga anni

Dopo molti anni, ricerche e preghiere, insieme a uno dei miei fratelli riuscimmo finalmente a trovare una pista.
Quella traccia ci portò a scoprire la sua famiglia tra la Sicilia e la Calabria.

Ricordo ancora il giorno in cui telefonai a colui che si rivelò essere suo nipote, figlio di suo fratello Rosario.

Ero emozionatissima. Cercai di raccontargli nel modo migliore possibile la storia che conoscevo e di spiegargli quali documenti avevo in mio possesso che testimoniavano il nostro legame familiare.

Con mia grande sorpresa, quest’uomo non reagì con gioia. Al contrario, sembrava infastidito, quasi arrabbiato.

Dato che era anziano, provai a fargli alcune domande per capire se suo padre gli avesse mai parlato di un fratello partito per l’estero.
Mi rispose che suo padre aveva solo una sorella e che due fratelli erano morti sotto un treno.

Non volle aggiungere altro. La conversazione finì lì.

Perché vi racconto questa storia?

Questa esperienza mi fa pensare al popolo del casato d’Israele, che il Signore condusse in un’altra terra, nelle Americhe.

Se non fosse per il Libro di Mormon, non avremmo alcuna testimonianza scritta di quell’evento così importante. I discendenti di Lehi non saprebbero di appartenere alla tribù di Manasse, né conoscerebbero le promesse fatte loro, condizionate all’obbedienza alle leggi di Dio.

Nel caso del mio bisnonno, oggi i suoi discendenti — che sono più di duecento persone — non vengono considerati parte della famiglia siciliana, semplicemente perché nessuno ha mai saputo dell’esistenza di quel giovane partito per una terra così lontana. La sua memoria, col tempo, è stata cancellata.

Un legame che verrà spiegato

In un prossimo post parlerò di come io, pur non essendo una discendente diretta del patriarca Abramo, sono comunque legata a una delle tribù d’Israele.

A presto.





Commenti

Post popolari in questo blog

Il Sermone sul monte: Diventate una Luce

Nella Bibbia troviamo ciò che viene chiamato “Le Beatitudini” , nel capitolo 5 del Vangelo di Matteo. Si tratta delle parole del Salvatore Gesù Cristo, insegnate durante la Sua missione sulla terra. Questi insegnamenti sono ricchi di principi preziosi per chi desidera ritornare a vivere con il nostro Padre Celeste. Quando Gesù Cristo visitò le Americhe, dopo la Sua morte e resurrezione, Egli insegnò nuovamente i principi fondamentali della Sua dottrina a coloro che volevano ascoltarLo e organizzò la Sua Chiesa. Poiché la dottrina di Cristo è eterna e universale , i principi delle Beatitudini si ritrovano anche nel Libro di Mormon . Ho letto e confrontato le parole del Salvatore nella Bibbia e nel Libro di Mormon, e ho notato alcune differenze. A mio avviso, queste differenze sono importanti e potrebbero far parte di quelle parti preziose che nei secoli sono state tolte o perse. Grazie al Libro di Mormon, gli insegnamenti di Gesù Cristo appaiono più chiari e completi . Con ques...

Il sermone sul monte: Come dobbiamo pregare

Nella Bibbia troviamo ciò che viene chiamato “Le Beatitudini” , nel capitolo 5 del Vangelo di Matteo. Si tratta delle parole del Salvatore Gesù Cristo, insegnate durante la Sua missione sulla terra. Questi passaggi sono ricchi di insegnamenti preziosi per tutti coloro che desiderano ritornare a vivere con il nostro Padre Celeste . Quando Gesù Cristo visitò le Americhe, dopo la Sua morte e resurrezione, Egli insegnò nuovamente i principi fondamentali della Sua dottrina a coloro che desideravano ascoltarLo e organizzò la Sua Chiesa. Poiché la dottrina di Cristo è la stessa ieri, oggi e per sempre, ritroviamo i principi insegnati nelle Beatitudini anche nel Libro di Mormon. Ho letto e confrontato le parole del Salvatore così come sono riportate nella Bibbia e nel Libro di Mormon, e ho notato alcune differenze che, a mio avviso, sono molto importanti. Queste differenze potrebbero rappresentare quelle parti preziose che nel corso dei secoli sono state tolte o perse. Grazie al Libro di Mor...

La pianta della vite e noi

Nella Sacra Bibbia, così come nel Libro di Mormon, Gesù Cristo spesso usa alberi e piante per insegnare principi eterni e profondi. Quando abbiamo comprato la casa in cui viviamo, il giardino era trascurato: erbe selvatiche crescevano ovunque e i fiori erano sparsi senza cura. Dietro a tutto questo, trovammo una vite che sembrava vecchia e morta . La corteccia era piena di ragnatele e si scrostava… non conoscendo bene le viti, sembrava davvero senza vita. L’unica cosa che feci fu tagliare i rami secchi che partivano dal tronco, sperando che qualcosa potesse crescere in seguito. Quando arrivò la primavera successiva, aspettavo con ansia qualche segno di vita, ma niente cambiava. Un giorno lessi il capitolo 5 di Giacobbe , nel Libro di Mormon, dove il profeta Zenos parla degli sforzi fatti dal Signore affinché la sua vigna produca frutti: “Ma cosa avrei potuto fare di più nella mia vigna? Ho forse trattenuto la mia mano per non nutrirla? No, l’ho nutrita, e vi ho zappato attorno, e l...